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Amore e Psiche comincia con una favola, ma non resta mai dentro la dolcezza che promette.Psiche è così bella che gli uomini smettono di desiderarla e cominciano a venerarla. Nessuno la chiede, nessuno la raggiunge, nessuno accetta il rischio di incontrarla davvero. La sua bellezza, invece di aprirle una vita, la separa dal mondo. Venere vede in quella mortale adorata una minaccia al proprio culto, e Amore, mandato per punirla, finisce per salvarla senza rinunciare al privilegio del segreto.Da qui nasce il punto più duro del mito: Psiche riceve un palazzo, una notte, una voce, un corpo che la cerca, ma non il volto di chi la ama. La felicità che le viene concessa ha una condizione ingiusta. Deve fidarsi senza vedere, amare senza riconoscere, abitare una dolcezza che consola e diminuisce nello stesso gesto.Questo libro rilegge Amore e Psiche senza trasformarlo in una morale luminosa. La lampada, l'olio, il coltello, il letto, l'altura, il vaso del sonno e la coppa divina diventano i punti vivi di una domanda: che cosa resta dell'amore quando il desiderio ha già imposto il proprio buio, quando la conoscenza arriva con mani tremanti, quando la bellezza non salva, quando il dono degli dèi non cancella ciò che è accaduto?L'affetto che sopravvive agli dèi non racconta il trionfo dell'amore, ma ciò che dell'amore rimane dopo la colpa, la paura, la perdita e la trasformazione. Non una passione intatta, non un lieto fine pacificato, ma una durata più povera e più resistente, nata quando nessuno può più fingere innocenza.
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